Assolti i Carabinieri e i Poliziotti per la morte di Giuseppe Uva

Tribunale

Un  fatto avvenuto circa 10 anni fa, con un lungo processo che ha alla fine assolto tutti i componenti delle Forze dell’Ordine coinvolti in questa spiacevole storia, ossia assolti i due carabinieri e i sei poliziotti imputati per la morte di Giuseppe Uva, avvenuta poco più di dieci anni fa, a Varese. I giudici hanno in sostanza confermato il verdetto di primo grado. Le accuse erano di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona.  I giudici della prima corte d’assise d’appello di Milano presieduti da Maria Grazia Bernini (a latere la collega Barbara Bellerio) rispetto alla sentenza di primo grado, nell’assolvere tutti gli imputati riguardo all’accusa di sequestro di persona, hanno scagionati con una formula più ampia anche i due carabinieri, sentenziando “perché il fatto non sussiste”. Le parti civili sono state condannate alle spese processuali. “Dieci anni che infangano il nome dello zio“. è quanto ha urlato in aula la nipote di Giuseppe Uva , Angela, subito dopo la lettura del dispositivo con cui sono stati assolti i 2 carabinieri e i 6 poliziotti accusati di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona. Dopo il verdetto, nell’aula della Corte d’assise d’appello di Milano ci sono stati momenti di forte tensione. Lucia Uva , sorella di Giuseppe, ha stretto la mano in segno di sfida all’agente di Polizia Pierfrancesco Colucci, dopo la sua assoluzione. La donna è corsa dietro al poliziotto dopo la lettura del dispositivo della corte d’Assise d’appello di Milano. Con lei anche un altro fratello dell’operaio, Nicola. “Prima volta procura dalla nostra parte”, lo ha detto la stessa Lucia Uva , stringendo la mano al sostituto pg Massimo Gaballo, dopo la lettura del verdetto della Corte d’Assise d’Appello di Milano che ha assolto due carabinieri e sei poliziotti imputati dall’accusa di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona aggravato, nel processo per la morte del 43enne, avvenuta nel 2008 a Varese. Gaballo, che nella sua requisitoria aveva parlato di “condotte illecite” degli otto imputati, aveva chiesto condanne fino a 13 anni di carcere. “E’ stato dimostrato anche oggi che carabinieri e i poliziotti hanno fatto solamente il loro dovere. E questa è la cosa più importante”, è stato il commento dell’avvocato Luigi Marsico, uno degli avvocati degli 8 tra poliziotti e carabinieri assolti. Il legale, che ha parlato a nome di tutti i difensori, gli avvocati Carlo Porciani, Fabio Sghembri, Duilio Mancini e Luciano Di Pardo, subito dopo la lettura del dispositivo ha ripetuto: “Quella sera hanno fatto quel che dovevano fare”.

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