Mascherine

Nei giorni scorsi era iniziata a Terracina la distribuzione gratuita di mascherine in diversi punti della città, dal mercato al lungomare. Il metodo era quello della distribuzione su strada ad opera dei volontari della protezione civile locale, maqualcosa è andato storto come conferma lo stesso gruppo di protezione civile: “Alcuni episodi poco edificanti accaduti in qualche punto di distribuzione delle mascherine, ci convincono a sospendere la distribuzione su strada. Coloro che si trovano in una condizione di necessità possono contattarci ai numeri di seguito riportati: 0773.707602, 339.8758715, 339.8758722″. La consegnaè stata sospesa a causa di assembramenti di cittadiniche si sono accalcati nei punti di consegna per accaparrarsi i dispositivi di protezione. Ha spiegato il sindaco facente funzione di Terracina Roberta Tintari che ha fatto chiarezza sulla questione mascherine che ha dato adito ad alcune polemiche sui social: “Il Comune di Terracina ha provveduto a distribuire finora oltre 18mila mascherine. Appena ne abbiamo avuto disponibilità abbiamo cominciato con la distribuzione partendo dalle fasce più deboli. Sabato 11 aprile abbiamo distribuito le mascherine ai primi nuclei familiari entrati in possesso del bonus spesa, nei giorni seguenti abbiamo provveduto a recapitarle agli altri assegnatari del bonus per un numero complessivo di circa 4.000. Ne abbiamo quindi distribuite 350 al personale del pronto soccorso, 2.100 ai medici di base, 1.000 alla Caritas, 250 alla popolazione quando abbiamo riaperto i cimiteri, 100 nei parchi e sul lungomare, 800 ai volontari della protezione civile e alle forze dell’Ordine, 200 al mercato settimanale, 7.000 mila alla popolazione nei punti distribuzione. La ratio è stata quella della distribuzione ai soggetti che ne avevano maggiore necessità e alle persone più bisognose. Siamo in attesa della consegna di altre migliaia di mascherine che provvederemo a distribuire appena arriveranno. Non è un bene da accaparrare, ma uno strumento di cui devono poter fruire tutti, quindi chi non è in uno stato di necessità lasci la priorità ai più bisognosi”.  

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