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Da troppo tempo si aspetta il Piano di Assetto del Parco degli Aurunci, il parco montano dove anche Formia ha una buona parte. Pertanto ecco che cosa scrive in un comunicato invbiato alla stampa la responsabile di Articolo Uno di Formia Maria Rita Manzo:

“I Parchi naturali sono nati per proteggere e conservare la biodiversità, il paesaggio e la storia sociale e culturale dei luoghi. Sono stati istituiti con questo scopo , anche con l’apporto e la determinazione di molti di noi e possono ritenersi il risultato di un progetto anche culturale che guardava e guarda, concretamente e fuori da facili enunciazioni , alla sostenibilità ambientale come base di ogni azione politica rivolta ai territori .

Laboratori di sostenibilità, ossia di proposizione di modelli di sviluppo in sintonia con gli equilibri ecologici.

I Parchi hanno, quindi, un ruolo centrale nelle dinamiche del territorio nel quale sono situati.

Noi abbiamo ben due Parchi regionali (Aurunci e Riviera di Ulisse) che interessano il Comune di Formia ma quel che possiamo dire che Ente Locale e Parchi viaggiano su binari che solo talvolta si intersecano.

Il candidato Sindaco del Centro Sinistra Luca Magliozzi ha avuto il merito di far entrare questo tema in campagna elettorale. Tra le sue prime mosse, l’apertura di un dialogo con i Parchi, in particolare con il Parco dei Monti Aurunci.

Noi riteniamo l’interlocuzione con l’Ente Parco fondamentale per la Formia della Transizione Ecologica.

E’ da questo raccordo stretto e serrato che devono scaturire idee e progetti condivisi per la valorizzazione dell’ecosistema montano.

Ogni proposta ha bisogno di un quadro normativo certo e non è quindi tollerabile che il Piano di Assetto degli Aurunci adottato nel 2004 dall’Ente Parco ancora non sia stato approvato dalla Regione Lazio.

Il Piano d’Assetto è lo strumento che detta le regole per gli interventi sul territorio del Parco, definisce le aree di riserva integrale e le aree nelle quali localizzare i servizi. Norma gli indirizzi da dare alle aree del Parco.

Sono passati quasi due decenni ed è ancora in discussione, ci risulta, in una commissione consiliare della Regione.

Nel 2004 abbiamo contestato alcune misure proposte dal Piano d’Assetto, soprattutto in merito agli indici di fabbricabilità e al taglio di alcune aree dal Parco. Ma abbiano da sempre messo in risalto la sua utilità e la inefficacia di qualsiasi politica ambientale, in assenza di un piano di programmazione.

Lo stesso Consiglio Comunale di Formia nel 2004 ha discusso ampiamente, proposto emendamenti e votato le osservazioni al Piano.

Nonostante le criticità che abbiamo rilevato, riteniamo che la Regione Lazio debba approvare al più presto il Piano d’Assetto, recependo anche le osservazioni da noi prodotte a suo tempo.

Un Parco senza Piano d’Assetto non aiuta a impostare, lo ripetiamo, politiche di tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile.

Ai tempi della sua istituzione, molto dell’impegno fu orientato alla stesura di tale documento e al confronto con tutti gli attori sociali interessati. Ciò nella consapevolezza che fosse l’unico mezzo attraverso il quale poter realmente, e non solo a parole, programmare e rendere il Parco degli Aurunci il motore di un’azione determinata sui temi della tutela e dello sviluppo di una importante ed estesa parte del nostro territorio , quello montano.

Oggi, a distanza di tempo, andrebbe certamente rivisto ma segnaliamo l’importanza della sua approvazione, perché solo a partire da quello che comunque si potrà rimettere in campo una azione mirata .

L’Amministrazione Comunale deve recuperare un ruolo nel rapporto con i Parchi che non si limiti a generiche iniziative di promozione.

La Formia della Transizione Ecologica ha bisogno del confronto di tutti gli attori che hanno come missione la cura, la tutela e la valorizzazione sostenibile del territorio.”

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