Arriva in Italia per sottoporsi a una cura, violentata dal ginecologo

Donna

Era venuta in Italia per risolvere il suo problema di salute ma in realtà ha trovato la violenza subita una donna tunisina di 29 anni che aveva fatto il viaggio della speranza. I fatti sono avvenuti a Palermo nella clinica Villa Sofia-Cervello di Palermo, nel reparto di Uroginecologia, dove la che finalmente aveva trovato l la cura per la sua patologia, sarebbe stata abusata dal professore Biagio Adile, direttore del reparto. Il medico avrebbe abusato di lei per ben due volte, una nel suo studio e l’altra durante il ricovero in ospedale, cosa che avrebbe indotto Maria a registrare con il cellulare le parole del suo orco. Ed è proprio grazie a questa registrazione che è scattato il fermo per il ginecologo per l’ipotesi di violenza sessuale. I poliziotti della sezione di polizia giudiziaria della procura dei minori hanno notificato ad Adile il provvedimento firmato dal gip Maria Cristina Sala su richiesta del sostituto procuratore Giorgia Righi e dell’aggiunto Ennio Petrigni. Il professore, molto noto in zona, è finito ai domiciliari. Oltre alla registrazione consegnata agli inquirenti c’è anche il racconto della vittima sugli abusi. La donna si era confidata con un amico ed è stato proprio lui a indurla a sporgere denuncia contro il ginecologo. Per questa donna un dramma nel dramma anche perché dopo le violenze subite non ha voluto più saperne di curarsi, con tutte le conseguenze possibili per la sua salute.  L’inchiesta non è ancora chiusa: gli inquirenti vogliono capire se la tunisina è l’unica donna che avrebbe subito le violenze del medico. L’ospedale Villa Sofia-Cervello, invece, ha comunicato di aver “richiesto l’ordinanza” di arresto per “valutare i provvedimenti da adottare”.

 

 

 

 

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