Salvador Cienfuegos

Una operazione lampo e condotta in gran segreto che ha portato all’arresto di uno dei più importanti intemediari dello smercio di sostanze stupefacenti negli Stati Uniti. Si tratta del generale Salvador Cienfuegos, di 72 anni, che è stato fermato all’aeroporto di Los Angeles dagli agenti della Dea (Drug Enforsement Administration) americana. Il militare è arrivato nella giornata del 16 ottobre allo scalo aeroportuale dello stato della California insieme alla sua famiglia in vacanza, quando è stato ammanettato appena varcata la soglia dei cancelli. Una notizia che ha sconvolto anche l’attuale governo messicano di Obrador, avvisato dal suo ministro degli Esteri Marcelo Ebrard con le seguenti parole: “Hanno arrestato il generale Cienfuegos. E’ stata la Dea”.

L’ex ministro della difesa messicano è stato per ben 13 anni un elemento importante nella politica dello stato nord americano. Infatti ha raggiunto il massimo grado della scala gerarchiaca degli alti comandi militari e da li ha assunto il gravoso compito di guidare il dicastero della Difesa del suo paese. E’ stata una figura di primo piano nella lotta contro i cartelli della droga messicana. Ma il Segretario della Sicurezza, secondo le accuse dell’agenzia che si occupa della lotta contro lo spaccio di sostanze stupefacenti negli USA, agendo con tatto e segretezza, non è stata mai conmvinta della limpidezza con cui il generale messicano ha agito in questi anni contro la malavità organizzata che nel Messico ha sempre controllato con azioni spietati il mercato dell’eroina e delle anfetamine che sono sempre arrivate con molta puntualità nelle mani dei cittadini statunitensi.

Le indagini che hanno portato al fermo di Cienfuegos sono ancora avvolte nel mistero, e sopratutto non è ancora chiaro dove sono state trovate le prove per incastrare il militare. Secondo fonti ben informate, è stata una chiara vendetta che l’ex capo dei narcos Chapos Guzman, condannato all’ergastolo, ha minacciato in più riprese di rivelare alla magistratura l’intreccio di corruzione tra i cartelli e il governo messicano, con delle prove abbastanza certe ed inconfutabili. Le accuse sono state mosse dal tribunale dello stato di New York, lo stesso che ha giudicato colpevole il capo del cartello di Sinaloa. I magistrati, da due mesi, hanno avuto anche tra le mani le dichiarazioni di altri personaggi dell’amministrazione centrale del Messico, ossia Genaro García Luna, che è stato il braccio destro del ex presidente Calderon, e i suoi collaboratori Luis Cárdenas Palomino e Ramón Pequeno. Obrador, l’attuale presidente in carica, ha sempre osteggito l’operato del suo predecessore. Tra le accuse che hanno permesso di inchiodare Cienfuegos sono state citate la strage di Tlatlaya, avvenuta nel 2014, con 22 morti accertati in un raid armato, e la scomparsa di 43 studenti “desaparecidos” di Iguala.

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