Acqualatina

Con due voti contrari, quattro astenuti e una non espressione di voto è stato approvato lunedì 29 giugno, il Bilancio di Esercizio 2019 di Acqualatina nel corso dell’ultima Assemblea dei Soci. Il Bilancio è stato approvato con un utile d’esercizio pari a 9,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il risultato dello scorso anno. Hanno spiegato dalla società:  “I soci hanno accettato la proposta del Consiglio di Amministrazione della società di non distribuire dividendi, al fine di proseguire con il piano degli investimenti, nonostante le difficoltà generate dal periodo Covid, con particolare attenzione al recupero delle perdite di rete. Il 2019 è stato un anno determinante per portare a compimento una parte importante del piano per il potenziamento del sistema idrico dell’Ato4, e i cantieri essenziali non hanno subìto stop neanche nel 2020, seppur nel rispetto delle direttive governative. La sfida ora è proseguire su tale direzione. Con 17 milioni di euro di opere realizzate, il 2019 ha visto un incremento degli investimenti, rispetto al 2018, portando ad oltre 250 il totale dei milioni investiti dal 2003 a oggi su tutto il territorio. Punto centrale degli investimenti , le opere finalizzate all’incremento della resilienza del sistema, affinché possa rispondere al meglio alle sfide poste dai cambiamenti climatici degli ultimi anni: a ciò sono stati destinati quasi 5 Milioni di euro, pari a circa il 30% del totale degli investimenti realizzati nel corso dell’anno. Il piano di azione di Acqualatina su tale fronte si sviluppa su tre filoni principali, che vanno necessariamente combinati in un piano complessivo, perché si tratta di azioni strutturali che prevedono tempi di ritorno e importi investiti molto differenziati”.Il principale intervento è quello del recupero delle perdite di rete, attività fondamentale per una modifica strutturale del sistema sul lungo periodo. Tale soluzione richiede investimenti elevati e tempi di ritorno medio-lunghi. Tali opere, dunque vanno necessariamente supportate da investimenti complementari: la realizzazione di interconnessioni di reti diverse (Minturno e Cellole nel Sud Pontino, e Pozzi Roccagorga con Priverno nell’area dei Monti Lepini), in grado di contribuire con portate significative in tempi relativamente contenuti, il potenziamento delle fonti esistenti e la ricerca di nuove fonti.”

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