Annullata dalla Cassazione la sentenza d’appello del processo Coviello

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Purtroppo bisognerà rifare il processo d’appello per l’omicidio di Anna Lucia Coviello, la donna uccisa sulle scale delle Poste di Sperlonga dalla collega Arianna Magistri. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado con la quale la Corte di Appello di Roma aveva derubricato l’accusa a carico dell’imputata da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, escluso gli atti persecutori e di conseguenza ridotto la condanna a 16 anni inflitta dal gip di Latina a sei anni di reclusione. Contro quel verdetto avevano presentato ricorso i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Dino Lucchetti e il Procuratore generale e ieri la Cassazione ha annullato quella sentenza e disposto ilrinvio ad altra sezione della Corte di Assise di Appello di Roma in diversa composizione in riferimento alla del reato oltre che alla esclusione del reato di atti persecutorie alla  omessa valutazione dell’entità della provvisionale riconosciuta alle parti civili. E’ stato  dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputata, assistita dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Ivan Lo Castro. Nel processo di primo grado con rito abbreviato il Gup di Latina Mara Mattioli aveva riconosciuto l’intenzionalità del gesto della Magistri che il 15 giugno 2016 aveva aggredito la collega per l’ennesimo diverbio facendola precipitare dalle scale, una caduta in seguito alla quale era morta dopo una settimana a causa delle gravi ferite e aveva condannato l’imputata a 16 anni  di carcere. 

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