P. Domenico De Rosa

Nella serata per ricordare l’anniversario del 20° anno della fondazione dell’Avo ho fatto una conversazione con colui che ha iniziato tutto, ossia il trinitario p. Domenico De Rosa, una volta cappellano dell’Ospedale Dono Svizzero di Formia

Ma in questa occasione di festa, è stato il promotore dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Formia ben 20 anni fa. Che cosa ci puoi raccontare d questa esperienza, visto che qui eri attivo come cappellano.

“Veramente ho nostalgia di quel tempo, era un tempo in cui si viveva come una famiglia, ci si incontrava e ci si sentiva vicini, fratelli, ho questo di ricordo, i medici che andavano al di là di quello che è il semplice rapporto malato – medico, erano persone che si sapevano calare nella sofferenza degli altri e le sapevano accompagnare e vincere la malattia quando era possibile. Arrivò il tempo del pensionamento anche per me, dovetti salutare con la consolazione grandiosa, ho voluto bene e mi hanno voluto bene. E con questo sono felice di tornare ogni tanto in occasione come di questa festa augurale.”

Oggi è difficile fare volontariato a tutti i livelli. Tu ne cosa ne pensi.

“Dipende dalla formazione che hanno le persone, ma molta gente vorrebbe farlo e non vedo come esprimersi, come candidarsi a questo servizio. Ci vorrebbe qualcosa che insegni agli altri che il volontariato è l’anima della società civile oggi e lo potrebbe essere maggiormente domani.”

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