Annachiara D'Onofrio
Annachiara D’Onofrio

Qualche giorno fa si era scritto di questa ragazza di 27 anni, originaria di Formia, ma residente da anni nel paese di San Giorgio a Liri dove i genitori di Annachiara D’Onofrio, sono degli stimatissimi imprenditori nel ramo commerciale. Il suo ex fidanzato, ex a tutti gli effetti, perché oltre a ferire lei si è anche tolto la vita, non  aveva accettato la fine della storia, e questo sta diventando una costante a tutti gli effetti. Il 18 dicembre del 2015 è una data che lei non dimenticherà mai, in quanto Graziano Brugnuolo, originario di Cassino avente 25 anni di età, aveva chiesto di incontrarla, forse per tornare insieme, forse per u n chiarimento tra i due, non potremmo mai sapere cosa passava per la testa di questo ragazzo, perché non può più parlare. Tre colpo sparati a bruciapelo, lei in fin di vita e solo l’intervento del 118 ha potuto fare qualcosa per lei, per lui invece il colpo alla tempia è stato fatale. Trasportata d’urgenza al Santa Maria Goretti, una prima operazione aveva fatto si che si potesse togliere il proiettile all’addome, mentre un altro gli era rimasto nel polmone. Allora l’equipe del dottor Cosentino ha pensato bene di chiamare da formia uno specialista in queste operazione, il chirurgo Giovanni Baiano, che da due anni presta servizio a Formia in Chirurgia. Non appena arrivato e vista l’urgenza di intervenire, l’altra operazione subita dalla ragazza ha fatto si che venisse estratto il proiettile dal polmone. Tenuta in coma farmacologico, e avviate le procedure di risveglio, Annachiara il giorno di Santo Stefano si è risvegliata ed ha parlato con la madre. Il padre ha riferito al sindaco di Formia nei giorni seguenti l’esito delle sue condizioni, e quindi la soddisfazione del sindaco Bartolomeo che a latere di una lunga conferenza stampa si è dimostrato soddisfatto che la ragazza è uscita da questa brutta esperienza viva, facendocela a vivere. Ma adesso, dopo la lunga convalescenza, dovrà essere sentita dagli inquirenti che dovranno chiudere la pratica delle indagini che sono state avviate nel momento del tentato omicidio di lei e del suicidio di lui. Ci vorrà del tempo, e per lei sarà sicuramente un forte dolore emotivo ricordare quei brutti momenti, sicuramente il suo nome non sarà iscritto all’elenco delle vittime di sesso femminile che nonostante le leggi tutelanti, nonostante una attenzione più forte, continua a mietere vittime tra il gentil sesso, come se si fosse innescata una guerra silenziosa tra il genere maschile che non sopporta l’indipendenza affettiva della donna, ed il genere femminile che invece vuole essere libero di esprimere i suoi sentimenti. Una guerra che nasce da lontano, che ha generato i suoi morti e i suoi feriti, ed è una guerra che non avrà termine molto presto, purtroppo per le donne che sono in maggioranza a pagare questo triste ed ingiusto tributo di sangue.

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