Ana Maria de Jesus Ribeira da Silva (soprannominata da Garibaldi Anita) nacque in una piccola frazione della cittadina di Laguna, nell’estremo sud del Brasile il 30 Agosto 1821, la terza figlia di una coppia umile, suo padre un mandriano le insegnò a cavalcare, ancora adolescente venne richiesta in sposa da parte di un calzolaio, (un certo Manuel Duarte, un ubriacone che non amava) e sua madre acconsentì alle nozze. Ana era affascinata dalle lotte per la libertà e l’indipendenza, proprio in quegli anni la sua regione del Rio Grande di Sur (dove si trovava Laguna) intese opporsi al resto del Brasile. Quando nel maggio 1839 Laguna venne attaccata da un esercito di seimila brasiliani, il marito di Anita decise di arruolarsi e uscì dalla sua vita, i ribelli riuscirono a scacciare le truppe nemiche e in onore della vittoria ci fu una grande festa a cui partecipò anche Garibaldi. In quell’occasione conobbe Anita, rimase colpito, si trattò del classico colpo di fulmine, nei mesi successivi Anita partecipò alle numerose operazioni di guerra condotte da Garibaldi per mare e per terra, il suo compito non era di stare solo nelle retrovie a curare i feriti, ma spesso era sotto il fuoco nemico, combattendo in prima linea. Giuseppe Garibaldi proseguì la lotta in terraferma e Anita lo seguì, in quel periodo si accorse di essere incinta, il suo primo figlio nacque il 14 settembre 1481 e venne chiamato Menotti in onore del patriota italiano. Quando non ci fu alcuna possibilità di vincere la causa del Rio Grande del Sud, Garibaldi ed Anita si trasferirono a Montevideo in Uruguay, si sposarono in chiesa il 26 marzo 1842 e nacquero in seguito Rosita, Teresita e Ricciotti. Garibaldi riuscì ad ottenere il comando della Marina dell’Uruguay in guerra contro l’Argentina e il Brasile e conseguì una serie di successi, poi nel 1846 tornò in patria e decise di andare a Roma dov’era stata proclamata la Repubblica. Anita nonostante le sue condizioni fisiche di gravidanza, decise di precipitarsi a Roma per aiutare i garibaldini che si stavano confrontando con le truppe dei francesi alleati del Papa, Roma alla fine si arrese, il 3 luglio grazie alla collaborazione di quattromila uomini garibaldini. Il sogno di Garibaldi di far insorgere il resto del popolo italiano, non si rivelò facile per la presenza nel territorio di eserciti francesi, austriaci, toscani e napoletani, pertanto il grande condottiero con Anita e pochi altri, decise di impadronirsi di alcuni pescherecci per tentare di raggiungere Venezia che ancora resisteva agli austriaci. Purtroppo la notte del 4 agosto 1849 nel tentativo di sfuggire alle truppe austriache che lo stavano braccando nelle valli del Comacchio, Garibaldi, nell’assistere alla moglie Anita incinta di sei mesi, in preda ad una violenta febbre, nonostante fossero raggiunti da un medico patriota (ma era troppo tardi), riuscì solo ad assistere al decesso della sua Anita (che aveva solo 28 anni).
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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