Anche il Pd interviene in seguito alle dichiarazioni del pentito Riccardo


Claudio Moscardelli

Anche il Partito Democratico interviene sulle rivelazioni del pentito Riccardo Agostino dopo l’udienza per il processo Alba Pontina, dopo la rivelazione di nomi degli esponenti del centrodestra che avevano rapporti con il clan Di Silvio. A questo proposito Claudio Moscardelli, segretario provinciale del Pd, preannuncia un’iniziativa che il partito ha in programma al livello nazionale e che sarà comunicata a stretto giro. Moscardelli ricorda l’ascesa del clan di Campo Boario negli anni 2000: “Il clan con varie centinaia di soldati aveva il controllo delle attività criminalidel territorio e diveniva massa di manovra elettorale tra voti diretti, voti estorti, voti pagati e brogli elettorali. Nel 2009 il tentativo dei Casalesi di entrare a Latina è stato respinto con successo dal Clan Ciarelli – Di Silvio. Eppure a Latina ancora nel 2010, dopo le prime inchieste di Niccolò D’Angelo e gli omicidi di gennaio, si organizzavano cene elettorali con il clan per le regionali 2010”. Moscardelli ha ricordato il ruolo di Pasquale Maietta, “conteso nel centrodestra fino a diventare il padrone del Comune di Latina e deputato di Fratelli d’Italia, tesoriere del gruppo parlamentare alla Camera”.  A dicembre 2014 la prima missione della commissione Antimafia a Latina: “Il Questore De Matteis ha rotto l’incantesimo di Latina città aperta alla criminalità. Il Ministero dell’Interno ha sostenuto con uomini e mezzi straordinari l’attività delle forze dell’ordine. Ci furono delle inchieste e ci furono i risultati prodotti. La Commissione Antimafia ha acceso i riflettori su Latina. Inquietante, sempre in quella audizione, il ruolo di Melaragni, capo di Gabinetto dell’allora sindaco di Latina, ex poliziotto ed ex funzionario Sisde, che era l’autore materiale di un’interrogazione parlamentare  intimidatoria, a firma di Maietta, contro il Questore De Matteis sullo stadio di calcio”.   Al clan Ciarelli-Di Silvio è stata contestata l’associazione di stampo mafioso avendone tutte le caratteristiche. Finalmente il passaggio che rende chiari i connotati della Mafia di Latina: “Lo Stato c’è e continua ad esserci ma troppe inchieste sono rimaste ferme, concluse e in attesa di provvedimenti. Sul rapporto con la politica, dopo quanto emerso nei rapporti con l’ex deputato di Fratelli d’Italia Maietta, tutto si è fermato . Ci aspettiamo che il lavoro delle forze dell’ordine venga valorizzato. Latina e provincia non sono come Palermo o Reggio Calabria o come la provincia di Caserta quanto a presenza di criminalità organizzata, ma numeri e qualità delle organizzazioni criminali sono altissimi. Il clan Ciarelli Di Silvio a Latina è una minaccia attualeSi deve andare fino in fondo”. 

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