Alla Mensa della Parola: la parabola dei talenti. Riflessione di Don Gianni Cardillo

Talenti

L’atteggiamento di mettere a frutto i talenti posseduti e donati da Dio è quello giusto, e Don Gianni Cardillo, parroco di San Pietro a Fondi, nella sua riflessione, lo ha messo in evidenza. Ecco il testo del Vangelo di Matteo (Mt 25,14-30):

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Ed ecco la riflessione di Don Gianni Cardillo:

ALLA MENSA DELLA PAROLA –  31 Agosto 2019
”Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede 5 talenti, a un altro 2, a un altro 1, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.”
RIFLESSIONE SULLA PAROLA
Oggi il Vangelo dei talenti!
Il talento equivale a oltre 20 chili d’oro puro!
Questo Vangelo chiede di fare 3 passi per la propria crescita:
1- non avere paura,
2- non fare paura,
3- liberare dalla paura. Soprattutto dalla paura di Dio.
Applico questa parabola alla nuova formula del matrimonio:
«Io accolgo te, come mio talento, come il regalo più bello che Dio mi ha fatto».
Lo può dire lo sposo alla sposa, l’amico all’amico:
Sei tu il mio talento!
Allora il mio impegno sarà prendermi cura di te, aiutarti a fiorire oggi dove sei e per l’eternità!
 Se leggi così questa parabola…guarderai il mondo e le persone con occhi nuovi!
Allena la tua vita al Vangelo…

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