Ai domiciliari l’ex sindaco Di Giorgi e Deodato, gli altri restano in carcere

Giovanni Di Giorgi
Giovanni Di Giorgi

Dopo gli interrogatori dei giorni scorsi, ecco le decisioni dei giudici inerenti a tutti coloro che sono implicati nell’Operazione Olimpia condotta dalla Procura della Repubblica di Latina. Intanto è stato scarcerato ma destinato agli arresti domiciliari l’ex sindaco Giovanni Di Giorgi, per “motivi di salute legati ad un familiare”. A disporre la nuova misura restrittiva è stato il giudice Mara Mattioli, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Lucio Teson. A seguire chi ha usufruito di questa opportunità è stato l’ex funzionario del Comune di Latina, Nicola Deodato,in quanto il regime carcerario è stato ritenuto incompatibile con il suo quadro clinico. Per quanto riguarda gli altri indagati detenuti in carcere per questa delicata inchiesta il giudice ha sciolto la riserva il 22 novembre e tranne le eccezioni citate prima, le richieste di scarcerazione sono state tutte rifiutate. . Resta in carcere l’ex assessore comunale Giuseppe Di Rubbo, anche per lui il pubblico ministero Giuseppe Miliano così come per tutti gli altri, aveva contestato il vincolo associativo. Di Rubbo nel corso di un lungo interrogatorio di garanzia a cui era stato sottoposto ed era durato oltre due ore, si era difeso, sostenendo la legittimità dei piani.  I suoi difensori avevano contestato oltre che i gravi indizi anche la misura cautelare ma la richiesta non è stata accolta. Anche per gli altri indagati il giudice ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, come nel caso dell’ex consigliere di Forza Italia Vincenzo Malvaso, detenuto a Velletri, che aveva prodotto anche l’atto di compravendita dell’appartamento acquistato dall’ex sindaco Giovanni Di Giorgi. Resta in carcere anche l’architetto Ventura Monti ed il collega Luca Baldini e infine il costruttore Massimo Riccardo. Anche i detenuti agli arresti domiciliari, tranne che l’imprenditrice Sandra Capozzi, avevano chiesto una misura meno afflittiva a margine dell’interrogatorio di garanzia a cui erano stati sottoposti e anche in questo caso il giudice ha respinto tutte le richieste presentate al termine degli interrogatori che si sono conclusi il 21 novembre.

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