LAV04Sta prendendo piede, come ogni anno a ridosso di Pasqua, la campagna mediatica in “difesa” degli agnelli. Il titolo di quest’anno è: “A Pasqua fai un sacrificio. Non uccidermi”. Titolo ottimo, ben costruito e perfettamente performante. Si potrebbe scrivere, ma lo abbiamo già fatto, della contraddizione ipocrita e odiosa di chi difende gli animali e poi non si scandalizza per l’uccisione (il più delle volte banale e gratuita) degli esseri umani (aborto). Si dovrebbe scrivere (e magari lo farò) della (non so quali altri aggettivi usare) contraddizione di chi è a favore della difesa degli animali e poi non si scandalizza e trova civile la barbara e schiavista pratica dell’utero in affitto. Contraddizioni figlie delle ideologie che, come tali, sono false e falsano la realtà. C’è un ulteriore aspetto di questa campagna in “difesa” degli agnelli che merita un appunto. Mi domando: perché tali campagne vengono fatte sempre e solo nei confronti delle pratiche religiose cristiane e, meglio, cattoliche? Perché non ci si scandalizza di quanto accade nell’Islam (si veda qui) tanto per fare un esempio? Dov’è il rispetto della libertà di religione e di alimentazione altrui? Ammesso e non concesso che l’alimentazione vegetariana sia culturalmente superiore, su quali basi lo è? Perché deve essere imposta a chi non vuole sottostarvi? Queste sono le domande cui dovrebbero rispondere determinati paladini prima di essere presi in considerazione. Solo allora si potrà avviare un dialogo, avendo una base comune. Finché si continuerà ad impostare il problema su slogan e pietismi vari chi vincerà la battaglia saranno gli ignoranti, i potenti e gli ideologi. Forse per questo interessa a pochi fare chiarezza.

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