A Latina introdotto nuovo strumento per la lotta contro l’HIV


HIV test

Il Comune di Latina è al lavoro contro la diffusione del virus Hiv. Ci sarà infatti un nuovo strumento strutturato e ancora poco diffuso, lo possiedono solo 200 città nel mondo e 4 in Italia già operative, che è stato posto all’attenzione dei consiglieri della commissione Welfare nella mattinata del 31 gennaio. Si tratta del Fast-Track Cities, un percorso che punta a raggiungere, entro il 2030, una profilassi pre-espositiva per le persone che sono a rischio di esposizione offrendo una pillola. Si tratta di un progetto che coinvolge la comunità e rientra nel quadro di interventi e sensibilizzazione della Rete Città Sane, di cui è referente la consigliera di Lbc Luisa Mobili. A Parigi, una delle prime città aderenti, le esperienze più efficaci di questo percorso. Gli obiettivi prevedono: il 90% di persone affette da Hiv “agganciate” e rese consapevoli della propria condizione, l’annullamento della discriminazione e della disapprovazione. In sostanza, il 90% delle persone con HIV dovrà essere reso consapevole del proprio stato; andrà garantito l’accesso alle terapie antiretrovirali puntando ad ottenere il 90% di soppressioni virologiche, stato che rende le persone con Hiv non infettive. Ma i tre parametri entro il prossimo decennio dovranno salire al 95%: un obiettivo che l’Onu considera determinante, insieme alla prevenzione primaria, per sconfiggere l’Aids entro il 2030. A questi target la convenzione affianca un quarto obiettivo fondamentale, da raggiungere prima possibile: “zero stigma” nei confronti delle persone con Hiv. Prevista, infine, una stretta integrazione con i servizi per lo screening e la cura di tutte le altre infezioni sessualmente trasmissibili, delle epatiti virali e della tubercolosi. A Latina l’ospedale segue circa 600 persone Hiv positive, delle quali il 99% non è più contagioso. Hanno spiegato  i consiglieri di Lbc: “Ci sono però forse altre circa 300 persone  che sfuggono ancora alla conoscenza del proprio stato. Sono i dati emersi nel corso della commissione. Dati non allarmanti, ma che vanno tenuti sotto controllo. È stato creato anche un centro per le gravidanze per donne sieropositive ed un ambulatorio PreP (profilassi pre-esposizione) che collabora con diverse associazioni del territorio per diffondere la conoscenza”. Ha spiegato Chiara Grenga, vice presidente della commissione Welfare:  “Tutto quello che stiamo facendo è la cornice di quanto questa amministrazione ha da sempre seguito e sostenuto, garantendo adesso anche un luogo fisico alla rete di rapporti intessuta in questi anni.” Ha aggiunto in commissione l’assessore Patrizia Ciccarelli:  “L’adesione a Fast-Track Cities è netta da parte dell’amministrazione  che si impegna responsabilmente in un percorso ambizioso e sfidante. Gli spazi che stiamo acquisendo dall’Ater al Nicolosi, creerannoun presidio e allo stesso tempo un luogo neutro per offrire un più facile accesso all’informazione, alla prevenzione e alla conoscenza”. Ha affermato il consigliere Emanuele Di Russo, presidente della commissione:  “Il beneficio di un’attività di sensibilizzazione, diffusione, prevenzione come quella proposta a cui l’amministrazione dà tutto il suo sostegno è per tutta la comunità e richiede la responsabilità e un accompagnamento fraterno oltre che sanitario e scientifico di tutti. Fast-Track cities va inteso come un acceleratore di buone pratiche che sul nostro territorio trovano già buon riscontro e che proprio per questo, con una definitiva“terapia d’urto”, possono raggiungere l’annullamento del problema entro il 2030”.

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