Bagliori rosso ardente si stagliano nella notte. Osservando l’orizzonte buio, spettri di fumo accarezzano le sommità di monti e colline. Al ritmo di due incendi al giorno, procede quest’estate che, come le precedenti, improvvisamente ci porta la compagnia dei canadair che sorvolano le vette incendiate dei rilievi sud pontini, per poi solcare le rive del mare in un continuo andirivieni divenuto ormai non più un’eccezione, ma la regola. Tutto questo solo in certi periodi dell’estate. Ebbene sì, anche il fuoco ha una sua intelligenza. Scaglia la sua forza distruttiva concentrandola in più punti e negli stessi giorni. Sarà l’eccessivo caldo? Così ci dicono… eppure i luoghi colpiti da incendi sono spesso monti in cui la temperatura è meno opprimente rispetto a quella delle città, strette, soprattutto nei giorni di metà luglio, in una bolla di calore con temperature percepite ben superiori ai 38–39 gradi. Fortunatamente le zone colpite da incendi sono, quasi sempre, quelle con vegetazione meno fitta e più comode da raggiungere per i soccorsi. Ci sono poi appezzamenti di terra particolarmente invisi ai demoni del fuoco, al punto da venire colpiti con regolarità impressionante, e zone di vegetazione molto fitte e, per intuito, molto più a rischio incendi, rimangono fortunatamente fuori dai distruttivi disegni del “caso”. Dover assistere alla continua devastazione della natura da parte dalle fiamme “estive” è un colpo allo spirito di chiunque ami la natura e il suo profondo senso d’arte spontanea, recondita e insita nelle verdeggianti sfumature che incorniciano la nostra vita di cemento. Ci auguriamo di non assistere mai più a tali scempi. Ma è nella natura umana cercare il rovescio della medaglia…gli incendi favoriscono la ricrescita di erba, fondamentale in luoghi, come quelli citati, in cui la pastorizia è predominante. Tanti ringraziamenti sono stati fatti agli addetti ai lavori che si adoperano per la salvaguardia delle bellezze naturali, dei parchi e dei boschi che hanno dovuto fare gli straordinari per domare i tanti roghi…ma, tornando al rovescio della medaglia, in tempo di crisi…

Marco Martano

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