Giuseppina Giovannoli

Un processo che partirà a febbraio per gli attentati incendiari nei confronti del sindaco e del vicesindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e Maria Marcelli. Il Gip di Latina  Giorgia Castriota ha fissato il giudizio immediato, che prevede l’evidenza della prova, per il presidente della Pro Loco di Sermoneta Giuseppe Gentile, considerato il mandante dei roghi, e per Giovanni Bernardi ed Emanuel Poli, secondo gli inquirenti gli esecutori materiali. I 3 dovranno rispondere, il prossimo 10 febbraio, davanti al giudice del tribunale di Latina, Maria Assunta Fosso, a vario titolo di incendio e violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario. In 4 erano stati arrestati il 26 settembre del 2020: ai domiciliari era finita anche Angela Toti, compagna di Poli. Il Riesame annullò per lei l’ordinanza d misura cautelare. I carabinieri di Latina e di Sermoneta si sono convinti che Gentile volesse far dimettere il sindaco e il vicesindaco di Sermoneta e avrebbe organizzato anche un quarto attentato per colpire addirittura l’abitazione di Giuseppina Giovannoli. Il presidente della Pro Loco di Sermoneta non avrebbe digerito che le due donne, che a suo dire. avrebbe aiutato nelle elezioni, si fossero rese autonome. L’uomo, avevano spiegato gli investigatori, avrebbe agito per orgoglio: un affronto sarebbe stato per lui essere stato estromesso dalla fiera di San Michele dello scorso anno. In cambio del presunto aiuto in campagna elettorale l’ex presidente della Proloco avrebbe voluto gestire l’organizzazione di fiere ed eventi a Sermoneta.  Aveva poi anche interessi privati nel centro storico per una struttura che voleva fa diventare un b&b. Il vicesindaco, che ha la delega per il centro storico, gli aveva imposto di far rimuovere le impalcature tenute per troppo tempo davanti l’edificio e questo sarebbe stato un altro motivo di rancore. Il primo elemento utile alle indagini era stata l’identificazione dell’auto di Bernardi usata per il primo attentato, del 7 febbraio 2020, una vecchia Alfa. L’uomo è stato arrestato per rapina e dopo è avvenuto il secondo incendio, il 22 febbraio successivo. Il terzo è stato messo a segno il 9 maggio 2020. Sembrava che la pista non fosse giusta, invece gli altri elementi raccolti lo avevano confermato.

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