Foto di gruppo

La Nalco di Cisterna cambia proprietà: passa alla società Plasta Rei, il gruppo che fa capo all’imprenditore Francesco Borgomeo. Nel pomeriggio di mercoledì 30 giugno, è stato formalizzato il passaggio con la nuova proprietà che si è impegnata al mantenimento di tutti i posti di lavoro. In una nota è stato spiegato quanto segue: “Anche Nalco sarà oggetto di un piano di riconversione alla Circular Economy nel quale avranno un ruolo centrale le professionalità acquisite negli anni dal personale attualmente in servizio”. Nel suo passaggio alla Plasta Rei, lascerà la produzione di additivi chimici per caldaie industriali e si convertirà nella produzione di moderne bioplastiche attraverso un processo del tutto nuovo, basato sul recupero chimico anziché quello meccanico, come stanno invece facendo tutti: “Infatti, i procedimenti tradizionali consentono di recuperare solo una percentuale della plastica e, ad ogni passaggio, la qualità del prodotto degrada. L’intuizione consiste nell’utilizzare i reattori chimici per produrre polimeri, sia da plastica riciclata, sia da organico, sia da mix di plastica ed organico. Solo la chimica può permettere di recuperare in maniera completa tutti i tipi di plastica e produrre granuli green, per la nuova plastica con qualità identiche al prodotto iniziale. Il tutto all’interno di un ciclo virtuoso che punta al risparmio delle materie prime, il rispetto dell’ambiente, l’utilizzo di materie prime che provengano da altri cicli produttivi dandogli una seconda vita”. Nalco è un colosso chimico con 165 fabbriche nel mondo, una realtà produttiva storica della provincia di Latina. Ha cessato la produzione il 16 aprile scorso lasciando spazio ai lavori di messa in sicurezza e bonifica del sito. La riconversione progettata da Francesco Borgomeo “la proietterà al centro della nuova economia circolare assicurandole almeno un’altra generazione di attività industriale. La cessione di Nalco a Plasta Rei conclude un lungo e delicato lavoro di avvicinamento tra le parti, al quale hanno dato il loro fondamentale apporto i sindacati, Unindustria e la stessa azienda cedente. La Nalco Water Italy e la controllante americana Ecolab infatti hanno avuto un ruolo collaborativo, non sempre riscontrabile in operazioni di questo genere”

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