31 indagati per la ragazza morta dopo l’operazione di rinoplastica

Mariachiara Mete

Alla fine ci sono 31 indagati che sono state indagate a piede libero con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso ritenute responsabili  per il momento  della morte di Mariachiara Mete, la ragazza di 21 anni originaria di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, deceduta  lunedì scorso all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina a causa delle complicazioni sopraggiunte dopo essere stata sottoposta, la settimana precedente, ad un intervento di rinoplastica presso una clinica privata di Formia. A decidere l’iscrizione dei nomi sul registro degli indagati è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Alfredo Mattei, lo stesso magistrato che, insieme alla collega Valentina Giammaria della Procura di Latina, aveva incaricato i Carabinieri di sequestrare le cartelle cliniche nelle tre strutture sanitarie in cui è stato consumato il dramma della ragazza calabrese desiderosa, in occasione del suo compleanno avvenuto il 5 giugno, di avere come regalo dai suoi genitori l’intervento estetico al naso. Si tratta della clinica privata di Formia dove è stato effettuata lunedì 17 giugno l’operazione chirurgica in day-hospital, la terapia intensiva dell’ospedale “Dono Svizzero” dove è stata trasferita la ragazza subito dopo essere stata colpita da un infarto e l’ospedale Santa Maria Goretti dove la 21enne ha lottato contro la morte da mercoledì 19 sino a lunedì 24 giugno. Delle 31 persone indagate 4 hanno fatto parte dell’equipe che ha operato sul naso di Mariachiara, 8 hanno avuto in cura la ragazza al “Dono Svizzero” e ben 19 tra medici e infermieri prestano servizio al “Santa Maria Goretti” di Latina. Tutte hanno, in via teorica, la possibilità di nominare un proprio consulente di parte in occasione dell’autopsia che, dopo alcuni giorni di attesa, si svolgerà a Latina sabato sul cadavere della giovane calabrese. L’esame tecnico irripetibile sarà svolto, su incarico della Procura di Cassino, dal medico legale Stefania Urso che sarà chiamata ad accertare i motivi per cui è morta la ragazza di 21 anni, e sarà affiancata da un luminare anestesista, il professor Mario D’Auri, che formalmente sarà incaricato lunedì 1 luglio. I due periti di fiducia del Pm Mattei dovranno scrivere la perizia medico legale per stabilire la causa o le cause del decesso di Maria Chiara. I quattro medici della clinica privata dove è stata operata la 21enne di Lamezia Terme nomineranno quale Ctu di fiducia la dottoressa Raffaella Rinaldi così come la famiglia della vittima, che si costituirà parte civile, farà altrettanto. Lo ha reso noto la “Giesse Gestione Sinistri” che assiste i genitori di Mariachiara in questa tragedia.

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