juventus-striscione-contro-napoli-cataniaÈ andato in scena il solito copione che, proprio perché solito non scandalizza più. ma è quantomeno doveroso ricordare le ipocrite e ridicole discrepanze che si registrano nelle reazioni mediatiche al suddetto copione. Ieri si è disputata la partita di Champions League tra Juventus e Borussia Dortmund allo Juventus Stadium di Torino. Lì sono apparsi degli striscioni in cui si offendevano la città tedesca di Dortmund e quelle italiane di Catania e Napoli. Fin qui, anche, ci sarebbe ben poco da dire e da scandalizzarsi. Il calcio, anche e soprattutto a livello di tifoserie, è un po’ la valvola di sfogo sociale e le divisioni calcistiche sono forse l’unico e ultimo residuo del campanilismo comunale tipico di un Paese come il nostro che registra sempre una poca coesione a livello nazionale. Oltretutto, tranne le esagerazioni che non mancano mai, gli striscioni sono un aspetto folkloristico e divertente di uno sport, come quello del calcio, che continua ad attirare interessi (di tifosi ed economici), ma anche ad attirare una serie impressionante di imbrogli, truffe e mafie di ogni natura. Non stiamo, quindi, qui a invocare (come molti, invece, hanno fatto, fanno e faranno in riferimento ad altre tifoserie) punizioni da parte dell’Uefa nei confronti della Juventus. Stiamo qui a registrare le contraddizioni di determinati giornalisti e commentatori del calcio che quando si parla di Juventus hanno sempre altro di cui parlare e quando si parla di squadre (e città) al di sotto di Firenze sono sempre pronti a tirare in ballo le loro migliori abilità dialettiche per condannare una deriva criminale di queste tifoserie e città. Quello che costoro non hanno ancora capito è che spesso il problema sono proprio loro che alimentano le cattiverie e le provocazioni; quello invece che hanno capito benissimo è il potere servile mediatico che hanno a disposizione e che, va riconosciuto, sono abilissimi a sfruttare nei loro interessi.

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