I 150 anni del riconoscimento al Comune di Formia del titolo di Città

Stemma Città di Formia
Stemma Città di Formia

L’Unità di Italia era ormai compiuta da cinque anni, il brigantaggio stava per terminare  grazie alla formulazione della legge Pica, ed ecco che per la città di Formia nel 1866 ebbe un momento importante per la vita dell’amministrazione comunale ormai come nome originario che sa secoli aveva perduto e riacquistato solo dopo l’Unità. Infatti il Sindaco Gaetano Rubino, nella riunione straordinaria del Consiglio Comunale del 28 dicembre del 1863, comunicò ai venti consiglieri comunali presenti che “giusto i desideri espressi dai cittadini di questo Comune, per essere Formia illustrata col distintivo di uno stemma, egli ne dava l’incarico il 15 dicembre all’egregio signor Pasquale Mattej, il quale nell’accoglierlo ne ha formato il disegno che si presenta e di cui vi è la relazione per le ragioni di averlo così formato.” Il Coniglio lo votò all’unanimità approvando il disegno dell’artista e chiedendo al Governo il Regio Decreto, il quale non tardò molto ad arrivare. Infatti il 17 aprile del 1865, firmato a To0rino dal re Vittorio Emanuele II, concedeva al Comune di Formia di “innalzare un proprio stemma.” Il vero atto di battesimo della Città arrivò il 6 gennaio del 1866, quando Vittorio Emanuele II, da Firenze, emanava il decreto reale che dichiarava Formia Città. Il suo nome compariva finalmente sul nuovo gonfalone cittadino dove campeggiava lo stemma con l’Araba Fenice con il motto in latino Post Fata Resurgo. Ma che cosa è l’Araba Fenice? E’ il mitico uccello egiziano che giunto alla vecchiaia si dava fuoco sopra una pira di legno aromatico per risorgere dalle sue stesse ceneri. Formia, così come questo uccello, nella sua storia era sempre risorta dalle sue ceneri e assurgendo al titolo di Città riguadagnava il tempo perduto. Quindi bisognava metter mano a tutto: allargare ed aprire delle nuove strade, piazze, spazi verdi, ed altro ancora, costruire palazzi moderni ed edifici pubblici per congiungere in un solo abitato  i due antichi borghi di Mola e di Castellone separati da orti e giardini decantati da poeti, viaggiatori e artisti. Da allora cominciarono delle iniziative coraggiose che consentirono di fare di Formia una città risorta da se stessa e dando ad essa il volto di città mercantile e marittimo più importante del basso Lazio. Ma questo evento pare che sia stato passato sotto silenzio dall’attuale amministrazione Bartolomeo.

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